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Arrivata all’aeroporto di Roma la mattina presto, giunse al suo hotel vicino a Piazza Navona intorno alle 10:00 e l’addetto alla reception le disse che la stanza non sarebbe stata pronta prima delle 14:00.
Peccato, sarebbe stato bello disfare le valigie e fare una doccia prima di mettersi a camminare per le strade di Roma
Il portiere le disse che poteva usare i bagni al piano di sotto per rinfrescarsi e avrebbero tenuto i suoi bagagli in deposito e li avrebbero portati nella sua stanza una volta pronta …
Così si rinfrescò e se ne andò nella vicina piazza Navona. 
L’aria era fresca e piacevole, l’acqua che usciva dalle fontane sembrava un carillon e non c’erano ancora molte persone in giro, ma tutti i ristoranti e le caffetterie avevano già messo fuori i loro tavoli e sedie.

Scelse un posto sul lato soleggiato della piazza e si sedette.

Fu tentata dalla pasticceria che vide esposta sul bancone mentre si avvicinava al suo tavolo, ma decise che sembravano davvero ipercaloriche e lei voleva mantenere la linea. 
Forse stasera dopo cena” pensò.
Il cameriere arrivò con il menu e glielo porse, ma lei, fatto cenno che non ne aveva bisogno e ha disse semplicemente: “Latte per favore!” Il cameriere rimase sorpreso di sentire questa signora americana attraente e ben vestita parlare italiano e rispose automaticamente: “Caldo o freddo?
Ora, lei non parlava italiano, ma le piaceva fingere di sì e “caldo” suonava come “freddo” in Inglese, quindi pensò che l’altra parola, “freddo”, significasse caldo. “Freddo” ripeté.
“Chi vuole il latte freddo?” si chiese. Una bella tazza di caffè con latte caldo era esattamente ciò di cui aveva bisogno dopo quel lungo volo e il caffè che le era stato servito sull’aereo.

 

Pochi secondi dopo il cameriere tornò con un bicchiere di latte freddo, lo mise sul tavolo, sorrise e si allontanò. Lei fissò l’inutile bicchiere di latte freddo e iniziò a guardarsi intorno in cerca del cameriere. Non aveva fretta, ma voleva il suo “Latte“.
Attirò l’attenzione del cameriere mentre le passava accanto andando a servire i clienti a un altro tavolo. Il mio Latte per favore.” Disse di nuovo. “Latte” rispose il cameriere indicando il bicchiere di latte freddo sul tavolo. “Freddo” disse quasi gritando. “Freddo” ripeté il cameriere e, non conoscendo quasi l’inglese, cercò di dirle gesticolando che le aveva portato esattamente quello che lei aveva chiesto: un bicchiere di latte freddo! Non era riuscita a prendere sonno in aereo, perciò era stanca per il viaggio e di conseguenza un po’ nervosa ed inoltre non riusciva proprio a capire perché fosse così difficile per il cameriere capire cosa voleva, dopotutto “Latte” è una parola italiana non è vero? “No” Disse accompagnando la parola con gesti, “No-freddo” pronunciato distintamente 
No-freddo, latte-no-freddo, latte CALDO!” “Ahhh! CALDO! 

“Disse il cameriere ripetendo una delle poche parole inglesi che conosceva.”  Latte no-cold, latte HOT! OK! Subito!  “Pochi secondi dopo tornò con lo stesso bicchiere di latte che era stato riscaldato. Era pronta a gridare e lo fece: “CAFFÈ!”
“Caffè?” Il cameriere chiese sorridendo perché “coffee” era un’altra delle poche parole inglesi che conosceva. “Niente latte? Caffè?” “Sì”, ha gridato “NO-LATTE! CAFFÈ!” Il cameriere prese il bicchiere di latte dal tavolo e si allontanò. 
Due minuti dopo è tornato con questa minuscola tazzina riempita per un terzo di una sostanza spessa che sembrava fango: “espresso”.
A pochi passi il mio amico Guido stava aprendo il suo “negozio”. Guido vende quadri proprio sulla piazza, quelli che dipinge lui ed altri dipinti da veri artisti di talento.
Lui è fortunato ad avere la licenza, difficile da ottenere, per vendere in piazza. Per quanto ne so, ha ancora tutti i quadri che ha dipinto lui, e i suoi proventi vengono dalla vendita delle opere dei veri artisti. Poiché questi non sono autorizzati a venderli in spazi pubblici, devono passare attraverso lui.
Guido è quello che chiameresti un donnaiolo.
Ha un bell’aspetto e parla un buon inglese, ed abborda quindi le donne di tutto il mondo con facilità.
Notò quella signora seduta lì appena arrivò e mentre disfaceva la sua roba, pensò ad una scusa per andare al suo tavolo e parlarle. Quando udì la signora gridare al cameriere, era come musica per le sue orecchie, era ovvio che non riusciva a farsi capire e lui era lì pronto ad aiutare!
“Posso aiutarla?” odisse una volta giunto abbastanza vicino. 

Lei gli spiegò qual era il problema e Guido, mentre diceva al cameriere di portare alla signora un “Caffellatte” [kaffelˈlatte] e ordinava un espresso per sé, si sedette accanto a lei e spiegò che quello che aveva appena detto al cameriere,
Caffellatte” era quello che lei avrebbe dovuto ordinare voleva. 
Caffellatte?” lei chiese. “Sì” confermò Guido, e continuò, “vuol dire caffè con latte ma, se vuoi più caffè e meno latte nella tua bevanda, chiedi un cappuccino”.
Guido intanto teneva d’occhio il suo aiutante marocchino, il quale aveva continuato a disfare i bagagli per esporre i quadri da solo e non ne sembrava contento.

Guadagnati la paga” pensò Guido incrociando lo sguardo del suo aiutante, prendendo tempo spiegò ulteriormente:
“Ovviamente, quando vai in un posto come Starbucks, il caffè è quello per cui vai lì e quindi non pensano di dover specificare che ti verrà servito il caffè, menzionano solo cosa può essere aggiunto al caffè. Nel tuo caso l’aggiunta è latte, “latte” in italiano. Perché lo chiamano latte e non milk è un mistero per me. Quindi chiedi “latte” e ti portano caffè con latte, ma in Italia, se dici solo “latte” ottieni latte, perché è questo che significa latte!
Se vuoi un caffè con latte devi chiedere il caffellatte ”.
La signora adorava il suo caffellatte e ne chiese un altro.
Guido amava la signora e chiese un altro caffè. Continuarono a conversare finché l’aiutante marocchino si avvicinò al loro tavolo per dire a Guido che alcuni clienti chiedevano di lui.
Prima di alzarsi dal tavolo, Guido chiese alla signora di uscire, ma lei rispose che suo marito sarebbe arrivato più tardi quello stesso giorno dalla Germania dove aveva trascorso alcuni giorni per affari. “Peccato” disse Guido andando via “Grazie per il caffè. Ciao.” Si lentamente verso i suoi clienti, controllando nel frattempo i tavoli degli altri bar, sperando di individuare un’altra signora interessante che aveva bisogno di aiuto con il suo ordine …

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